Sabato 1 dicembre doppio appuntamento al Festival Terre delle Nebbie in corso a Terre del Reno.


Alle ore 18 presso la sala Bonzagni a Sant'Agostino saranno presentati i romanzi fuori concorso "Cannibalism" di Joe Lake, "Dove Abita Dio" di Massimiliano Fusai e "Quando le cose cambiano di Peso" di Marco Cevolani & Giuliano Monari.
Ospite del pomeriggio Marco Cevolani che leggerà brani tratti dal romanzo.
Alle ore 21, sempre alla Sala Bonzagni, saranno presentati i racconti finalisti del concorso e sarà presentata la raccolta dei racconti "L'impronta del giallo" che racchiude le miglior opere brevi inedite presentate al Festival.

Il Commissario Marra dovrà dipanare le nebbie a Terre delle Nebbie

Venerdì 30 novembre a partire dalle ore 18 Mariel Sandrolini autrice del celebre personaggio del commissario Marra sarà ospite del Festiva Terre delle Nebbie. L'incontro si terrà presso il teatrino di Dosso: la celebre autrice bolognese parlerà del personaggio da lei creato e delle sue avventure. Saranno letti passi dei libri a cura di Daniela Bises.
L'evento sarà preceduto da un work shop letterario a cura della Casa Editrice Freccia D'Oro

AMNESTY INTERNATIONAL REVOCA IL PREMIO “AMBASCIATORE DELLA COSCIENZA” AD AUNG SAN SUU KYI

Amnesty International ha annunciato oggi di aver revocato la sua più alta onorificenza, il premio “Ambasciatore della coscienza”, conferito nel 2009 ad Aung San Suu Kyi. La decisione è stata presa alla luce del vergognoso tradimento della leader birmana dei valori per i quali una volta si era battuta. 

L’11 novembre Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha scritto ad Aung San Suu Kyi informandola della decisione. Naidoo ha espresso il disappunto dell’organizzazione per il fatto che, a metà del suo mandato e otto anni dopo la fine degli arresti domiciliari, Aung San Suu Kyi non abbia usato la sua autorità politica e morale per salvaguardare i diritti umani, la giustizia e l’uguaglianza in Myanmar. Naidoo ha fatto poi riferimento alla palese indifferenza della leader birmana di fronte alle atrocità commesse dall’esercito e alla crescente intolleranza rispetto alla libertà di espressione. 

“Come ‘Ambasciatrice della coscienza’, ci aspettavamo da Lei che continuasse a usare la sua autorità morale per prendere posizione contro le ingiustizie ovunque le scorgesse, a iniziare dal Suo paese. Oggi, proviamo profondo sconcerto per il fatto che Lei non rappresenti più un simbolo di coraggio, di speranza e di imperitura difesa dei diritti umani. Amnesty International non può più valutare il Suo comportamento come coerente al riconoscimento assegnatole ed è pertanto con grande tristezza che ci accingiamo a revocarlo”, ha scritto Naidoo ad Aung San Suu Kyi. 

Il perpetuarsi delle violazioni dei diritti umani 
Da quando, nell’aprile 2016, Aung San Suu Kyi è diventata leader di fatto del governo a guida civile, la sua amministrazione è stata parte attiva nella commissione e nel perpetuarsi di molteplici violazioni dei diritti umani. 

Amnesty International ha ripetutamente criticato Aung San Suu Kyi e il suo governo per non aver preso la parola nei confronti delle atrocità commesse dai militari contro la popolazione rohingya dello stato di Rakhine, nel nord di Myanmar, che vive da anni sotto un sistema di segregazione e discriminazione equivalente all’apartheid. 

Durante la campagna di violenza dello scorso anno contro i rohingya, le forze di sicurezza di Myanmar hanno ucciso migliaia di persone, stuprato donne e bambine, arrestato e torturato uomini e bambini e incendiato migliaia di case e di villaggi. Oltre 720.000 rohingya sono fuggiti in Bangladesh. Un rapporto delle Nazioni Unite ha chiesto che alti ufficiali dell’esercito siano indagati e processati per il crimine di genocidio. 

Sebbene il governo civile non eserciti controllo sui militari, Aung San Suu Kyi e la sua amministrazione hanno protetto le forze di sicurezza giudicando false, ridimensionando o negando le denunce sulle violazioni dei diritti umani e ostacolando le indagini internazionali. L’amministrazione guidata da Aung San Suu Kyi ha attivamente rinfocolato l’ostilità verso i rohingya, definendoli “terroristi”, accusandoli di aver bruciato essi stessi le loro case e parlando di “falsi stupri”. Contemporaneamente, la stampa governativa pubblicava articoli violenti e disumanizzanti definendo i rohingya come “pulci umane da detestare” e un “tormento” di cui liberarsi. 

“Che Aung San Suu Kyi non abbia difeso i rohingya è uno dei motivi per cui non possiamo giustificare oltre il suo status di ‘Ambasciatrice della coscienza’”, ha sottolineato Naidoo. 

“Il suo diniego della gravità e dell’ampiezza delle atrocità commesse contro i rohingya significa che vi sono scarse prospettive che la situazione migliori per le centinaia di migliaia di loro che si trovano in una dimensione di limbo in Bangladesh e per le centinaia di migliaia di loro che sono rimaste nello stato di Rakhine. Se non riconoscono i crimini orrendi commessi contro i rohingya, è difficile immaginare come il governo possa prendere misure per proteggerli da future atrocità”, ha commentato Naidoo. 

Nei suoi rapporti Amnesty International ha documentato anche la situazione negli stati di Kachin e Shan. Pure in questo caso, Aung San Suu Kyi non ha usato la sua influenza e la sua autorità morale per condannare le violenze dell’esercito, per promuovere indagini sui crimini di guerra o per difendere i civili appartenenti alle minoranze etniche su cui ricade il peso dei conflitti. Per rendere ancora peggiori le cose, il governo civile ha imposto forti limitazioni all’accesso umanitario, aumentando la sofferenza di oltre 100.000 sfollati. 

Attacchi alla libertà d’espressione 

Nonostante il potere sia saldamente nelle mani dell’esercito, vi sono ambiti nei quali il governo civile ha un’ampia autorità per adottare riforme destinate a migliorare la situazione dei diritti umani, specialmente nel campo della libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica. Tuttavia, nei due anni trascorsi da quando l’amministrazione civile è salita al potere, difensori dei diritti umani, attivisti pacifici e giornalisti sono stati arrestati e imprigionati mentre altri affrontano minacce, vessazioni e intimidazioni per il loro lavoro. 

Le leggi repressive - comprese alcune di quelle usate per arrestare Aung San Suu Kyi e altri sostenitori della democrazia e dei diritti umani - non sono state affatto abolite. Non solo: Aung San Suu Kyi ha attivamente difeso l’uso di quelle leggi, come nel caso della loro applicazione per condannare due giornalisti della Reuters che avevano documentato un massacro commesso dai militari. 

Aung San Suu Kyi era stata nominata “Ambasciatrice della coscienza” nel 2009, come riconoscimento della sua lotta pacifica e non violenta per la democrazia e i diritti umani. Oggi ricorrono esattamente otto anni dal giorno in cui venne rilasciata dagli arresti domiciliari. 

Quando nel 2013 fu finalmente in grado di ritirare il premio, Aung San Suu Kyi chiese ad Amnesty International di “non distogliere lo sguardo e i pensieri da noi” e di “aiutarci a essere un paese dove si fondano la speranza e la storia”. 

“Quel giorno Amnesty International prese quelle richieste molto sul serio ed è anche per questo che non cesseremo mai di porre l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Myanmar. Continueremo a combattere per la giustizia e per i diritti umani in Myanmar, con o senza il sostegno di Aung San Suu Kyi”, ha concluso Naidoo. 

Ricominciano presso la sede della casa editrice Freccia D'Oro a Dosso gli appuntamenti per incontrare gli autori del numeroso catalogo della casa editrice che da gennaio di quest'anno si è trasferita nella frazione di Terre del Reno.

Ricominciano presso la sede della casa editrice Freccia D'Oro a Dosso gli appuntamenti per incontrare gli autori del numeroso catalogo della casa editrice che da gennaio di quest'anno si è trasferita nella frazione di Terre del Reno.
Si ricomincia il 9 novembre alle ore 17 con il reading di "Sulla tua pelle", di Joe Lake, celebre giallista che ha all'attivo diverse pubblicazioni di genere.
L'autrice sarà poi anche ospite del Festival Terre delle Nebbie fuori concorso con il precedente Cannibalism

Terre del reno...terre delle nebbie: 1° festival del giallo d'autore e premio Biren


Inizierà il prossimo 22 novembre a Terre del Reno il festival del giallo d’autore “Terre delle Nebbie”.
Dal 22 novembre al 2 dicembre saranno presentati, tra la Sala Bonzagni di Sant’Agostino e il Teatrino di Dosso, otto titoli – uno per ogni serata – fra i maggiori nuovi successi del panorama letterario nazionale.        “La bambina nel bosco” di  Barbara Abel (Leone Editore); “Tre mani nel buio” di Eraldo Baldini (Fernandel Editore); “Il paese delle vongole” di Saverio Gamberini (Freccia D’oro); “Juke Box” di Erica Arosio, Giorgio Maimone (TEA); “Quella scatola di latta” di Renato Rossi (Rue Fontaine Edizioni);  “Orrore a Silver Lake” di Luigi De Conti (Pluriversum); La cacciata dall’Olimpo di Marco Ragazzi (Pluriversum); “Pulp Napoletano” di Vincenzo Carriero (Le Mezzalane).                      
Il 30 novembre sarà ospite Mariel Sandrolini per una retrospettiva dedicata al commissario Marra e ad altre opere dell’autrice bolognese.
Al Festival sono inoltre legati due concorsi riservati alle realtà commerciali e di ristorazione del Comune di Terre del Reno. Per la “Scena del crimine in vetrina” i commercianti di Terre del Reno potranno partecipare al concorso allestendo la vetrina (o una parte interna del negozio o tutto il negozio) ispirandosi ad un romanzo giallo (o in alternativa ad un film purché ispirato ad un libro). Per “La disfida del piatto in giallo” le attività di ristorazione che aderiranno all'iniziativa inseriranno nel loro menù un piatto a tema (ispirato ad un romanzo giallo) per tutta la durata della rassegna. Sul sito www.terredellenebbie.it i clienti voteranno il miglior allestimento e il miglior piatto.
Presso la sede della casa editrice, in via Statale al civico 365/e, saranno esposti una selezione dei titoli a tema, fra le pubblicazioni uscite su tutto il territorio nazionale.
E’ stato inoltre indetto un concorso letterario per il miglior racconto: i migliori sono stati selezionati per una pubblicazione che sarà presentata nella serata conclusiva (2 dicembre).
Sul sito www.terredellenebbie.it il programma dettagliato e le informazioni turistiche.
Le serate saranno condotte dai giornalisti Giuliano Monari e Laura Guerra.
Il festival è organizzato dalla Casa Editrice Freccia D’Oro con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Terre del Reno e della Cassa Di Risparmio di Cento.
Ai vincitori dei vari concorsi sarà assegnato il Premio BiRen, intitolato all’omonimo birrificio di Terre del Reno, che lega da questa edizione il proprio nome al festival letterario.

Nasce la Piccola Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage

Nasce a Dosso la “Piccolissima Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage”.
Dopo il successo e gli apprezzamenti di critica e pubblico riservati allo spettacolo teatrale “Cammello Rosa On Stage, Atto unico in quattro frame” messo in scena da Marco Cevolani e Roberto Tira lo scorso 27 ottobre  al teatrino di Dosso (Terre del Reno) i due hanno pensato di dar vita ad una piccola compagnia teatrale che porta il nome proprio del loro primo spettacolo “Piccolissima Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage”.
Già in programma tre spettacoli nei primi mesi del nuovo anno: 25 gennaio, uno spettacolo dedicato alla giornata della Memoria. Successivamente i due neo improvvisati attori torneranno a calcare il palcoscenico del teatrino di Dosso il 15 febbraio. Ad aprile invece una messa in scena che riguarderà con ogni probabilità l’adattamento del racconto scritto da Marco Cevolani “Il partigiano di Borgopianura”.


SUGGERITO PER TE

In via dei Tigli si andrà ai 30 km/h

Fonte foto: Google Maps Con Ordinanza del Dirigente N°. 291 del 12/07/2024 è stato stabilito che a Cento in "Via Tigli civico 4 – 6 son...