"Dal diario di un ragazzo omosessuale" terzo nella classifica di categoria IBS

“Dal diario di un ragazzo omosessuale” di Mark Darren, recente pubblicazione della Casa Editrice Freccia D’Oro attualmente è al terzo posto nella classifica IBS per i libri della sezione “Società, politica e comunicazione”  
Il libro, un vero e proprio diario che racconta alcuni episodi della vita del giovane autore, nasce dall’omonima pagina facebook curata dallo stesso Mark Darren.
Soddisfazione è stata espressa dall’autore, attraverso la medesima pagina: “Mi dicono che qualcuno forse forse l'ho un po' salvato dal dolore, e improvvisamente mi è tornato in mente perché – racconta - certe volte uno se li dimentica, i suoi perché, e se li ritrova davanti per caso un Mercoledì sera di Dicembre quando quasi quasi aveva anche smesso di cercarli.
Il mio perché è tra le righe di questo Diario – spiega - far riscoprire a qualcuno una speranza impolverata dal timore che ci blocca, dalle insicurezze che ci distolgono dai sogni, dalle abitudini che ci inglobano, dalla tremenda convinzione che non possa esistere un mondo migliore.”

Una piccola odissea alla caffeina

Stamattina mentre sono in ufficio ricevo una telefonata di mio padre che mi chiede, prima di ritornare a casa per pranzo, di passare in un qualche supermercato a prendere il caffè. Ai miei genitori piace quelle in bustine solubili della nestlè.
Lavorando a Dosso mi fermo al Bennet, molto pratico, visto che è sulla strada...cerco...cerco...della nestlè solubile ce n'era di tutte le fatte tranne quello che cercavo...e vabbè, vado all'Eurospar...non molto comodo perchè quando bisogna uscire se c'è traffico è una bella gnola...
Cerca cerca anche lì non lo trovo. anzi...ne trovo una confezione già aperta...solo quella...e mi domando...ma quando finisce un prodotto in una scansia non sarebbe d'uopo rifornire, in modo che la scansia non sia vuota?
Vado alla coop...cerca cerca anche lì non lo trovo...mi allontano dalla scansia e trovo il famigerato caffè nella mensola esterna alla scansia...in testa alla scansia per meglio intenderci...ma dico...il cartello bello grande dice che i caffè sono lungo la scansia (dove ci sono tutti gli altri prodotti della nestlè...come si fa a mettere le robe un po' lì un po' qua?
Morale...ma di tutti 'sti supermercatetti come dice mia mamma, dove ognuno ha un po' (co) di tutto, non sarebbe meglio che ce ne fosse uno veramente con tutta la roba?

Da gennaio le avventure di Mattia tornano in libreria e in edicola

Da gennaio le avventure di Mattia torneranno in edicola e in libreria in una rinnovata veste grafica.
Vecchie e nuove avventure che hanno per protagonista Mattia, ragazzo quattordicenne, appassionato di storia e di invenzioni.
Prima uscita: il cantone del diavolo.

In questo primo episodio Mattia sarà chiamato ad indagare su uno dei misteri che riguardano uno dei pittori più grandi di tutti i tempi: il Guercino. Un giorno, durante una gita scolastica alla Chiesa del Rosario di Cento viene a conoscenza di un mistero legato ad uno dei colori più ricercati del famoso pittore, il Blu Guercino.
Assieme all’amico Massimiliano si getterà a capofitto in questa nuova avventura, che lo porterà a fronteggiare la temibile Confraternita.
La prima edizione risale al 2014, alla quale erano seguite altre due avventure "Viaggio ad Atlantide" e "Il ladro del carnevale". Ora la collana "Ci pensa Mattia" sarà ampliata con nuove avventure e saranno riproposte, rieditate, quelle già pubblicate.
La nuova collana, "CI PENSA MATTIA" avrà appunto una nuova linea grafica e i volumi saranno in formato tascabile.



Le fiaccolate in oltre 85 piazze italiane per celebrare la Dichiarazione universale dei diritti umani Con ActionAid, Amnesty International, Caritas, EMERGENCY e Oxfam

Lunedì 10 dicembre, a partire dalle 18:30, migliaia di fiaccole hanno illuminato oltre 85 piazze italiane per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e il suo valore.

Con ‘Diritti a testa alta’, ActionAid, Amnesty International Italia, Caritas, EMERGENCY e Oxfam, hanno invitato gli attivisti e la cittadinanza ad accendere una candela contro le violazioni dei diritti umani diffuse quotidianamente nel mondo e nel nostro Paese.

‘Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti’ recita così l’articolo 1 della Dichiarazione, proiettato sul Colosseo e letto in contemporanea in ogni singola piazza, da Milano a Roma, da Trento a Siracusa, da Genova a Pescara.

“70 anni dopo l’adozione della Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo, è ancora necessario scendere in piazza, come abbiamo scelto di fare insieme ad Amnesty, Emergency, Caritas, Oxfam e tanti cittadini in tutta Italia, per chiedere con forza ai governi e alla comunità internazionale di impegnarsi a colmare il divario tra i principi sanciti nella Carta e la realtà. Assistiamo in tutto il mondo, non soltanto negli scenari di crisi, a violazioni e abusi, soprattutto nei confronti delle minoranze e dei più vulnerabili, che ledono i più basilari diritti umani. E anche in Europa, in Italia, occorre riaffermare ogni giorno i principi di uguaglianza, solidarietà e rispetto della dignità umana contro la retorica dell’intolleranza e della paura” Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia.

“La Dichiarazione promuoveva l’idea che i diritti fossero interdipendenti, ossia che i diritti di ciascun individuo si realizzassero attraverso la realizzazione dei diritti degli altri: tutti i diritti per tutti non era un’utopia ma il disegno di una società nella quale la democrazia, l’uguaglianza, la giustizia sociale si rafforzassero mediante i diritti. Oggi a quel disegno si contrappone una teoria tetra: che i diritti delle maggioranze si rafforzino sottraendo diritti alle minoranze. Si tratta di una china pericolosa che dobbiamo tutti insieme contrastare prima che s'imbocchi una strada senza ritorno per i diritti”. Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty International Italia.

 “La promozione dei diritti umani è alla base della costruzione di un bene comune condiviso in cui la centralità della persona sia riconosciuta e garantita. Si tratta di una sfida impegnativa, che richiede di essere assunta come prospettiva ‘radicale’ e di essere testimoniata con fedeltà a livello locale, nazionale, europeo e internazionale, nelle pratiche che adottiamo e che promuoviamo per orientare a nuovi stili di vita così come a scelte lungimiranti capaci di privilegiare i processi solidali rispetto all’egoismo degli interessi contingenti. In questa prospettiva occorre un impegno ‘emancipativo’, teso cioè a favorire il protagonismo di ogni persona nella comunità, proprio perché il termine persona comprende sempre relazione, inclusione, dignità, libertà.” Don Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana

“La Dichiarazione dei diritti dell’uomo, firmata 70 anni fa, è un documento fondamentale e ancora attualissimo. Purtroppo, sempre più spesso, nel nostro Paese e non solo, tocchiamo con mano quali siano le conseguenze della negazione nella pratica dei diritti: razzismo, criminalizzazione della solidarietà, aumento della marginalizzazione dei più deboli, fino ad arrivare all’istigazione alla violenza verso tutti quelli che sono percepiti come diversi. Stasera eravamo tanti a dimostrare di credere nella necessità di recuperare quei principi di umanità e convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione, perché il rispetto dei diritti umani è una responsabilità di ciascuno di noi”. Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

“Rileggere oggi la Dichiarazione universale dei diritti umani fa pensare alla straordinarietà ed importanza del suo contenuto pochi anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale.  Per troppo tempo abbiamo dato per scontata la sua applicazione. Così non è. L’invito che rivolgiamo oggi a tutti noi cittadini è di rileggerla, chiedendosi come farla vivere nel nostro contesto attuale. Non demandiamo la sua lettura, la sua applicazione.  Siamo tutti responsabili, come cittadini, di rendere viva e attuale questa Dichiarazione nelle nostre relazioni quotidiane e di farla valere nella nostra delega politica affinché nessuno possa minarne la sua piena applicazione in Italia e nel mondo” Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia.

Attenzione! I Trigator sono tra noi!

Chi non ricorda Daitarn 3 o Mazinga Z e tutta la lunga sequela di robot giapponesi che hanno popolato la nostra infanzia? Cristiano Canali, vincitore quest'anno del Premio Samuel Bertelli per opere inedite, non li ha certo dimenticati e attraverso le pagine scritte, creando un robot tutto nuovo le cui vicende sono ambientante in Italia in un futuro lontano lontano, ci riporta indietro alla nostra infanzia.
L'autore presenterà l'opera in un firma copie che si terrà presso la sede della casa editrice Freccia D'Oro a Dosso di Terre del Reno il prossimo 18 dicembre dalle ore 17, accorrete numerosi: i Trigator sono tra noi!

I vincitori del Festival Terre delle Nebbie

Sezione Romanzi
Miglior Romanzo: Quella scatola di latta di Renato Olpher Rossi, pubblicato da 96 Rue de La Fontaine Edizioni
Premio The Creatives alla miglior copertina: La Cacciata dall'Olimpo di Marco Ragazzi, pubblicato da Pluriversum Edizioni
Gran Premio della Giuria: La bambina nel bosco di Barbara Abel, pubblicato da Leone Editore
Miglior Rivelazione del Festival: Vincenzo Carriero autore di Pulp Napoletano pubblicato da Le Mezzelane
Sezione Racconti
Miglior racconto giallo SOLO QUI MI SENTO A CASA di Francesca Panzacchi
Secondo classificato: VELOCEMENTE DA NESSUNA PARTE di Sara Galeotti
Terzi classificati ex aequo: SULLE TRACCE DELLA MORTE di Claudio Marsella
                                             OMICIDIO PER PLAGIO di Andrea
Albertazzi 

Sabato 1 dicembre doppio appuntamento al Festival Terre delle Nebbie in corso a Terre del Reno.


Alle ore 18 presso la sala Bonzagni a Sant'Agostino saranno presentati i romanzi fuori concorso "Cannibalism" di Joe Lake, "Dove Abita Dio" di Massimiliano Fusai e "Quando le cose cambiano di Peso" di Marco Cevolani & Giuliano Monari.
Ospite del pomeriggio Marco Cevolani che leggerà brani tratti dal romanzo.
Alle ore 21, sempre alla Sala Bonzagni, saranno presentati i racconti finalisti del concorso e sarà presentata la raccolta dei racconti "L'impronta del giallo" che racchiude le miglior opere brevi inedite presentate al Festival.

Il Commissario Marra dovrà dipanare le nebbie a Terre delle Nebbie

Venerdì 30 novembre a partire dalle ore 18 Mariel Sandrolini autrice del celebre personaggio del commissario Marra sarà ospite del Festiva Terre delle Nebbie. L'incontro si terrà presso il teatrino di Dosso: la celebre autrice bolognese parlerà del personaggio da lei creato e delle sue avventure. Saranno letti passi dei libri a cura di Daniela Bises.
L'evento sarà preceduto da un work shop letterario a cura della Casa Editrice Freccia D'Oro

AMNESTY INTERNATIONAL REVOCA IL PREMIO “AMBASCIATORE DELLA COSCIENZA” AD AUNG SAN SUU KYI

Amnesty International ha annunciato oggi di aver revocato la sua più alta onorificenza, il premio “Ambasciatore della coscienza”, conferito nel 2009 ad Aung San Suu Kyi. La decisione è stata presa alla luce del vergognoso tradimento della leader birmana dei valori per i quali una volta si era battuta. 

L’11 novembre Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha scritto ad Aung San Suu Kyi informandola della decisione. Naidoo ha espresso il disappunto dell’organizzazione per il fatto che, a metà del suo mandato e otto anni dopo la fine degli arresti domiciliari, Aung San Suu Kyi non abbia usato la sua autorità politica e morale per salvaguardare i diritti umani, la giustizia e l’uguaglianza in Myanmar. Naidoo ha fatto poi riferimento alla palese indifferenza della leader birmana di fronte alle atrocità commesse dall’esercito e alla crescente intolleranza rispetto alla libertà di espressione. 

“Come ‘Ambasciatrice della coscienza’, ci aspettavamo da Lei che continuasse a usare la sua autorità morale per prendere posizione contro le ingiustizie ovunque le scorgesse, a iniziare dal Suo paese. Oggi, proviamo profondo sconcerto per il fatto che Lei non rappresenti più un simbolo di coraggio, di speranza e di imperitura difesa dei diritti umani. Amnesty International non può più valutare il Suo comportamento come coerente al riconoscimento assegnatole ed è pertanto con grande tristezza che ci accingiamo a revocarlo”, ha scritto Naidoo ad Aung San Suu Kyi. 

Il perpetuarsi delle violazioni dei diritti umani 
Da quando, nell’aprile 2016, Aung San Suu Kyi è diventata leader di fatto del governo a guida civile, la sua amministrazione è stata parte attiva nella commissione e nel perpetuarsi di molteplici violazioni dei diritti umani. 

Amnesty International ha ripetutamente criticato Aung San Suu Kyi e il suo governo per non aver preso la parola nei confronti delle atrocità commesse dai militari contro la popolazione rohingya dello stato di Rakhine, nel nord di Myanmar, che vive da anni sotto un sistema di segregazione e discriminazione equivalente all’apartheid. 

Durante la campagna di violenza dello scorso anno contro i rohingya, le forze di sicurezza di Myanmar hanno ucciso migliaia di persone, stuprato donne e bambine, arrestato e torturato uomini e bambini e incendiato migliaia di case e di villaggi. Oltre 720.000 rohingya sono fuggiti in Bangladesh. Un rapporto delle Nazioni Unite ha chiesto che alti ufficiali dell’esercito siano indagati e processati per il crimine di genocidio. 

Sebbene il governo civile non eserciti controllo sui militari, Aung San Suu Kyi e la sua amministrazione hanno protetto le forze di sicurezza giudicando false, ridimensionando o negando le denunce sulle violazioni dei diritti umani e ostacolando le indagini internazionali. L’amministrazione guidata da Aung San Suu Kyi ha attivamente rinfocolato l’ostilità verso i rohingya, definendoli “terroristi”, accusandoli di aver bruciato essi stessi le loro case e parlando di “falsi stupri”. Contemporaneamente, la stampa governativa pubblicava articoli violenti e disumanizzanti definendo i rohingya come “pulci umane da detestare” e un “tormento” di cui liberarsi. 

“Che Aung San Suu Kyi non abbia difeso i rohingya è uno dei motivi per cui non possiamo giustificare oltre il suo status di ‘Ambasciatrice della coscienza’”, ha sottolineato Naidoo. 

“Il suo diniego della gravità e dell’ampiezza delle atrocità commesse contro i rohingya significa che vi sono scarse prospettive che la situazione migliori per le centinaia di migliaia di loro che si trovano in una dimensione di limbo in Bangladesh e per le centinaia di migliaia di loro che sono rimaste nello stato di Rakhine. Se non riconoscono i crimini orrendi commessi contro i rohingya, è difficile immaginare come il governo possa prendere misure per proteggerli da future atrocità”, ha commentato Naidoo. 

Nei suoi rapporti Amnesty International ha documentato anche la situazione negli stati di Kachin e Shan. Pure in questo caso, Aung San Suu Kyi non ha usato la sua influenza e la sua autorità morale per condannare le violenze dell’esercito, per promuovere indagini sui crimini di guerra o per difendere i civili appartenenti alle minoranze etniche su cui ricade il peso dei conflitti. Per rendere ancora peggiori le cose, il governo civile ha imposto forti limitazioni all’accesso umanitario, aumentando la sofferenza di oltre 100.000 sfollati. 

Attacchi alla libertà d’espressione 

Nonostante il potere sia saldamente nelle mani dell’esercito, vi sono ambiti nei quali il governo civile ha un’ampia autorità per adottare riforme destinate a migliorare la situazione dei diritti umani, specialmente nel campo della libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica. Tuttavia, nei due anni trascorsi da quando l’amministrazione civile è salita al potere, difensori dei diritti umani, attivisti pacifici e giornalisti sono stati arrestati e imprigionati mentre altri affrontano minacce, vessazioni e intimidazioni per il loro lavoro. 

Le leggi repressive - comprese alcune di quelle usate per arrestare Aung San Suu Kyi e altri sostenitori della democrazia e dei diritti umani - non sono state affatto abolite. Non solo: Aung San Suu Kyi ha attivamente difeso l’uso di quelle leggi, come nel caso della loro applicazione per condannare due giornalisti della Reuters che avevano documentato un massacro commesso dai militari. 

Aung San Suu Kyi era stata nominata “Ambasciatrice della coscienza” nel 2009, come riconoscimento della sua lotta pacifica e non violenta per la democrazia e i diritti umani. Oggi ricorrono esattamente otto anni dal giorno in cui venne rilasciata dagli arresti domiciliari. 

Quando nel 2013 fu finalmente in grado di ritirare il premio, Aung San Suu Kyi chiese ad Amnesty International di “non distogliere lo sguardo e i pensieri da noi” e di “aiutarci a essere un paese dove si fondano la speranza e la storia”. 

“Quel giorno Amnesty International prese quelle richieste molto sul serio ed è anche per questo che non cesseremo mai di porre l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Myanmar. Continueremo a combattere per la giustizia e per i diritti umani in Myanmar, con o senza il sostegno di Aung San Suu Kyi”, ha concluso Naidoo. 

Ricominciano presso la sede della casa editrice Freccia D'Oro a Dosso gli appuntamenti per incontrare gli autori del numeroso catalogo della casa editrice che da gennaio di quest'anno si è trasferita nella frazione di Terre del Reno.

Ricominciano presso la sede della casa editrice Freccia D'Oro a Dosso gli appuntamenti per incontrare gli autori del numeroso catalogo della casa editrice che da gennaio di quest'anno si è trasferita nella frazione di Terre del Reno.
Si ricomincia il 9 novembre alle ore 17 con il reading di "Sulla tua pelle", di Joe Lake, celebre giallista che ha all'attivo diverse pubblicazioni di genere.
L'autrice sarà poi anche ospite del Festival Terre delle Nebbie fuori concorso con il precedente Cannibalism

Terre del reno...terre delle nebbie: 1° festival del giallo d'autore e premio Biren


Inizierà il prossimo 22 novembre a Terre del Reno il festival del giallo d’autore “Terre delle Nebbie”.
Dal 22 novembre al 2 dicembre saranno presentati, tra la Sala Bonzagni di Sant’Agostino e il Teatrino di Dosso, otto titoli – uno per ogni serata – fra i maggiori nuovi successi del panorama letterario nazionale.        “La bambina nel bosco” di  Barbara Abel (Leone Editore); “Tre mani nel buio” di Eraldo Baldini (Fernandel Editore); “Il paese delle vongole” di Saverio Gamberini (Freccia D’oro); “Juke Box” di Erica Arosio, Giorgio Maimone (TEA); “Quella scatola di latta” di Renato Rossi (Rue Fontaine Edizioni);  “Orrore a Silver Lake” di Luigi De Conti (Pluriversum); La cacciata dall’Olimpo di Marco Ragazzi (Pluriversum); “Pulp Napoletano” di Vincenzo Carriero (Le Mezzalane).                      
Il 30 novembre sarà ospite Mariel Sandrolini per una retrospettiva dedicata al commissario Marra e ad altre opere dell’autrice bolognese.
Al Festival sono inoltre legati due concorsi riservati alle realtà commerciali e di ristorazione del Comune di Terre del Reno. Per la “Scena del crimine in vetrina” i commercianti di Terre del Reno potranno partecipare al concorso allestendo la vetrina (o una parte interna del negozio o tutto il negozio) ispirandosi ad un romanzo giallo (o in alternativa ad un film purché ispirato ad un libro). Per “La disfida del piatto in giallo” le attività di ristorazione che aderiranno all'iniziativa inseriranno nel loro menù un piatto a tema (ispirato ad un romanzo giallo) per tutta la durata della rassegna. Sul sito www.terredellenebbie.it i clienti voteranno il miglior allestimento e il miglior piatto.
Presso la sede della casa editrice, in via Statale al civico 365/e, saranno esposti una selezione dei titoli a tema, fra le pubblicazioni uscite su tutto il territorio nazionale.
E’ stato inoltre indetto un concorso letterario per il miglior racconto: i migliori sono stati selezionati per una pubblicazione che sarà presentata nella serata conclusiva (2 dicembre).
Sul sito www.terredellenebbie.it il programma dettagliato e le informazioni turistiche.
Le serate saranno condotte dai giornalisti Giuliano Monari e Laura Guerra.
Il festival è organizzato dalla Casa Editrice Freccia D’Oro con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Terre del Reno e della Cassa Di Risparmio di Cento.
Ai vincitori dei vari concorsi sarà assegnato il Premio BiRen, intitolato all’omonimo birrificio di Terre del Reno, che lega da questa edizione il proprio nome al festival letterario.

Nasce la Piccola Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage

Nasce a Dosso la “Piccolissima Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage”.
Dopo il successo e gli apprezzamenti di critica e pubblico riservati allo spettacolo teatrale “Cammello Rosa On Stage, Atto unico in quattro frame” messo in scena da Marco Cevolani e Roberto Tira lo scorso 27 ottobre  al teatrino di Dosso (Terre del Reno) i due hanno pensato di dar vita ad una piccola compagnia teatrale che porta il nome proprio del loro primo spettacolo “Piccolissima Compagnia Teatrale Cammello Rosa On Stage”.
Già in programma tre spettacoli nei primi mesi del nuovo anno: 25 gennaio, uno spettacolo dedicato alla giornata della Memoria. Successivamente i due neo improvvisati attori torneranno a calcare il palcoscenico del teatrino di Dosso il 15 febbraio. Ad aprile invece una messa in scena che riguarderà con ogni probabilità l’adattamento del racconto scritto da Marco Cevolani “Il partigiano di Borgopianura”.


A CENTO UNA NUOVA TV DI QUALITA'

È un vero e proprio palinsesto televisivo di informazione quello presentato oggi nella sede centese di NEWS TVA, la Web TV di Cento e areacentese.com , il giornale telematico del territorio centese.
Si tratta di una programmazione che spazia dalla politica, al teatro, al sociale, alle tematiche più attuali come la sessualità e il rapporto con i social-media, ed anche tematiche legali con casistiche comuni nella quotidianità. Grande spazio alle Breaking News che la Redazione Web curerà 'rigorosamente' in diretta Facebook dagli eventi, siano essi di cronaca oppure di altra natura. Le rubriche invece, sempre di 30 minuti, saranno trasmesse in diretta streaming sui canali Facebook di NEWS TVA eareacentese.com, nonché sul canale Youtube delle stesse testate. Nello specifico si tratta di un programma di politica, 'Giù la maschera, politici a confronto', condotto da Giuliano Monari e Georges Savignac, che vedrà ospiti sul divano della Redazione - di volta in volta - due esponenti della politica locale, uno di maggioranza e uno di opposizione, che si confronteranno in maniera aperta sulle tematiche del territorio. 'Il Tagliaerba 2.0 The Social War', invece, condotto dall'inossidabile Georges Savignac, vedrà un confronto diretto con un personaggio del territorio, non necessariamente un politico, sul tema 'caldo' del momento sui Socia Network. L'avvocato Claudia Tassinari, invece, condurrà la rubrica 'L'avvocato risponde' nella quale tratterà svariate tematiche e piccoli casi concreti per cercare di chiarire aspetti giuridici su fatti di interesse comune. Come spiega Tassinari, infatti, "in quest'epoca di social network e internet dilagante si sta radicando la convinzione che sul web si possa trovare la risposta ad ogni domanda, che il vero sapere passi attraverso un computer, ovviamente non è così". Anche quest’anno poi, la redazione di Area Centese, seguirà la stagione teatrale 2018/2019, ricca di spettacoli ed eventi molto interessanti. Mariarita Atti e Giuliano Monari  incontreranno di volta in volta i protagonisti del calendario centese portando la telecamera direttamente sul palcoscenico. Sarà inoltre riproposta l’iniziativa “Intervista l’artista” che permetterà a chiunque di trasformarsi in giornalista per una serata ed accompagnare la redazione  nello svolgimento dell’intervista. Un insieme di emozioni, divertimento e sano teatro per scoprire, e far riscoprire, "il palcoscenico". Infine il palinsesto si arricchisce di quattro puntate sulla sessualita’; Mauro Mazzoni psicologo e psicoterapeuta spiega che "si può vivere immersi in questa nostra dimensione sociale e personale a prescindere dalla sessualità, dai ruoli che la esprimono, dalle sue dimensioni estetiche, dalle emozioni che suscita, dai sentimenti che ad essa si associano, dal gusto del gioco, ma anche dagli inevitabili problemi che l’accompagnano?
Possiamo forse ingenuamente pensare che il discorso sessuale si sia liberato dei suoi tabù?" Belle domande non vi pare? Dunque,  abbiamo pensato di formulare quattro puntate sulla sessualità umana non certo per insegnare qualcosa a qualcuno, ma col desiderio di fornire qualche strumento di conoscenza e di riflessione su quel meraviglioso, misterioso valore piacevole e personale che è l’eros. Parlare dunque di sessualità significa parlare della persona umana in quanto insieme strutturato di componenti anatomofisiologiche; di idee; convinzioni; fantasie, atti e comportamenti che caratterizzano l’eros di ognuno di noi.
IDEE: I genitali non fanno la persona, sono invece il punto di partenza nella costruzione della persona, dunque lo svilupparsi dell’idea di sé, della propria identità di genere maschile, femminile o altro… Idee, che ognuno di noi ha riguardo l’anatomia del proprio corpo maschile o femminile. Adeguatezza o inadeguatezza della propria genitalità..
CONVINZIONI vere o presunte sul funzionamento dei propri apparati. (il piacere femminile in un rapporto sessuale è strettamente legato alle dimensioni del pene del partner? L’orgasmo vaginale è quello che si deve ricercare e ottenere?) Convinzioni a volte confondenti, miti che corrono il rischio di far cadere la persona in una sorta di dittatura del piacere e terrorismo dell’orgasmo.
FANTASIE sistema attraverso il quale ci immaginano le scene del nostro erotismo. Ricchezze del nostro essere delle quali mai dovremmo essere privati
ATTI e COMPORTAMENTI ovvero trattare di ciò che si fa, ciò che è concesso o meno fare, dove e come toccarsi, quando e con chi.
Parleremo comunque di tutto ciò su quattro temi:
1) GIOVANI SESSUALITA’ ed INTERNET:
Esiste l’esordio erotico come lo definisce Simone de Beauvoir? Ci sono differenze e similitudini tra maschi e femmine nella scoperta della sessualità? E internet che ruolo ha in un mondo dove il contesto socio culturale enfatizza il “parlare di sesso” ma di fatto penalizza l’attività sessuale impoverita del valore del gioco relazionale e considerata solo in termini di una prestazione efficiente
2) SESSUALITA’ NELL’ANZIANO E LA SESSUALITA’ NELL’HANDICAPPATO
“Ad una certa età certe cose non si fanno.” Ecco la voce di quella componente della nostra cultura che vuole costringere gli anziani alla diversità e alla interdizione. Diamo un semplice dato: il 50% delle coppie che hanno superato i settanta anni, continuano ad avere una attività sessuale…non meravigliatevi. Ma occorre uscire dalle rigidità normative, la sessualità dell’anziano non è quella del giovane o dell’adulto, e non si possono usare tali parametri per comprendere i vissuti e i comportamenti in questa età. E per il disabile? la forza eversiva del piacere può diventare per le istituzioni che li seguono, ma in molti più casi per le famiglie fastidiosa e distruttiva.

3) LA PORNOGRAFIA:
Che con quel suo mettere a nudo in modo del tutto schietto e immediato l’evento sessuale smorza, devasta o altera nella cruda realtà dell’immagine la fantasia e il desiderio. Ma ci chiederemo pure se contiene qualcosa di positivo.

4) LA SESSUALITA’ NELLA COPPIA:
Intanto quale coppia? In un momento in cui si sta realizzando una profonda modificazione della vita sessuale e dove le certezze dell’identità maschile e femminile sono messe in discussione legittimando altri modelli.
"Un palinsesto ricco e variegato - spiega il Direttore Giuliano Monari - che crediamo catalizzerà l'attenzione del popolo internet offrendo una programmazione, per la prima volta, completa e intrigante con una squadra fortemente motivata". 
Tutte le notizie ed i videservizi, nonchè le video rubriche, saranno disponibili per lo streaming nelle apposite sezioni del giornale areacentese.com .

allego foto della Redazione
da sinistra: Mariarita Atti, Claudia Tassinari, Giuliano Monari, Georges Savignac, Mauro Mazzoni

SORVEGLIANZA DI MASSA NEL REGNO UNITO: SENTENZA IMPORTANTE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTTI UMANI

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito oggi che le leggi in vigore nel Regno Unito sulla sorveglianza di massa violano il diritto alla riservatezza e la libertà d’espressione. 

I giudici della Corte hanno affermato che: 
- il regime di intercettazioni in vigore da tempo nel Regno Unito viola il diritto alla riservatezza protetto dall’articolo 8 della Convenzione e il diritto alla libertà d’espressione, protetto dall’articolo 10; 
- a violare il diritto alla riservatezza sono sia l’intercettazione dei dati relativi alle comunicazioni quanto quella dei contenuti delle stesse, il che significa che l’intero sistema di intercettazioni è illegale; 
- il sistema di autorizzazione delle intercettazioni non è in grado di rispettare i limiti delle “interferenze” (…) “necessari in una società democratica”. 

La sentenza della Corte europea è giunta al termine di un contenzioso giudiziario contro gli ampi e invadenti poteri di intercettazione delle conversazioni rivelati per la prima volta nel 2013 da Edward Snowden. 

Il ricorso era stato sottoposto alla Corte da Amnesty International, Liberty, Privacy International e 11 altre organizzazioni per i diritti umani e per la libertà di stampa nonché due persone singole in Europa, Africa, Asia e Americhe. 

Megan Goulding, avvocata di Liberty, ha dichiarato: 
“Si tratta di una grande vittoria per i diritti e le libertà delle persone nel Regno Unito. La sentenza ci dice che c’è, come dovrebbe esserci, un limite a quanto gli stati possono spiare i loro cittadini. La polizia e le agenzie d’intelligence devono avere poteri di sorveglianza nascosta per affrontare le minacce odierne ma, come ha stabilito la Corte, queste minacce non devono essere l’alibi per spiare tutti i cittadini senza garanzie adeguate. Il nostro governo ha edificato il regime di sorveglianza più estremo di tutte le nazioni democratiche, abbandonando quegli stessi diritti e quelle stesse libertà che i terroristi vogliono attaccare. Invece, può e deve creare un sistema efficace e mirato che protegga la nostra incolumità a e al contempo la sicurezza dei nostri dati e i nostri diritti fondamentali”. 

Caroline Wilson Palow, consigliere generale di Privacy International, ha affermato: 
“La sentenza odierna della Corte critica il regime delle intercettazioni in vigore nel Regno Unito per aver lasciato eccessiva mano libera alle agenzie di sicurezza di scegliere chi spiare e quando spiarlo. Se è tecnicamente possibile intercettare tutte le nostre comunicazioni private, questo non significa che sia anche legale. La sentenza prosegue, giustamente, affermando che raccogliere i dati - ossia il chi, il cosa e il dove delle nostre comunicazioni - è illegale tanto quando raccoglierne i contenuti. Da questo punto di vista la sentenza rappresenta un importante baluardo a difesa della protezione della nostra riservatezza”. 

Lucy Claridge, direttrice del programma sui Contenziosi strategici di Amnesty International, ha commentato: 
“La sentenza di oggi costituisce un importante passo avanti nella protezione della riservatezza e della libertà d’espressione nel mondo. Manda al governo di Londra il forte messaggio che l’uso di estesi poteri di sorveglianza è abusivo e va contro proprio quei principi che pretende di difendere. La sorveglianza dei governi mette a rischio coloro che lavorano nel campo dei diritti umani e dell’indagine giornalistica e chi pone la sua stessa vita in pericolo per denunciare le violazioni dei diritti umani. Tre anni fa, proprio il ricorso su cui la Corte si è pronunciata oggi aveva costretto il Quartier generale del governo sulle 
comunicazioni (GCHQ) ad ammettere di aver spiato Amnesty International, un chiaro segnale che il nostro lavoro e le persone con cui lavoriamo erano state messe in pericolo”. 

La sentenza non è definitiva in quanto può essere sottoposta alla Gran Camera della Corte europea. Il suo testo potrebbe essere anche migliorato, nella misura in cui non condanna in modo sufficiente le intercettazioni di massa, in quanto consente che i governi abbiano “un ampio margine di discrezione” nel decidere se avviare intercettazioni di quel genere e autorizza la condivisione di molte informazioni con l’Agenzia Usa per la sicurezza nazionale. 

Ulteriori informazioni 

Il caso è iniziato nel 2013, dopo che Edward Snowden aveva rivelato che il GCHQ aveva intercettato in gran segreto, analizzato e archiviato dati riguardanti le conversazioni private di milioni di persone (il cosiddetto programma “Tempora”), anche di chi chiaramente non presentava alcun interesse dal punto di vista dell’intelligence. 

Snowden aveva inoltre rivelato che il governo di Londra aveva accesso a comunicazioni e a dati raccolti dall’Agenzia Usa per la sicurezza nazionale e da altre agenzie straniere d’intelligence. Tutte queste attività avevano luogo senza che le persone spiate avessero fornito il consenso o tantomeno ne fossero a conoscenza, senza alcun presupposto legale e senza adeguate salvaguardie. 

Le informazioni raccolte e conservate in questo modo possono rivelare gli aspetti più riservati della vita privata di una persona: dove va, con chi è in contatto, quali siti Internet visita e quando lo fa. 

Nel 2014 il Tribunale sui poteri d’indagine - l’organo di giustizia britannico che in gran segreto giudica i reclami contro il GCHQ e i servizi MI5 e MI6 - aveva concluso che queste prassi potevano in linea di principio essere compatibili con gli obblighi del Regno Unito in materia di diritti umani ed è esattamente contro questa posizione che è stato presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. 

Peraltro, lo stesso Tribunale sui poteri d’indagine aveva riconosciuto che le stesse agenzie britanniche d’intelligence avevano illegalmente spiato le comunicazioni di Amnesty International e del Centro sudafricano di risorse legali e che l’intelligence britannica aveva, altrettanto illegalmente, condiviso informazioni con gli Usa sulla base di un accordo segreto illegale, reso pubblico durante i lavori del Tribunale. 

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