LAMPEDUSA 3 OTTOBRE, AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA A FIANCO DEL COMITATO 3 OTTOBRE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA

In occasione della giornata della memoria e dell'accoglienza del 3 ottobre – organizzata dal “Comitato 3 ottobre” e istituita in ricordo delle 368 persone che persero la vita nel naufragio del 3 ottobre 2013 - Amnesty International Italia sarà a Lampedusa per sollecitare l’Unione europea a non voltare ulteriormente le spalle di fronte alla sofferenza e ai pericoli cui vanno incontro migranti e rifugiati nel Mediterraneo.

L’organizzazione per i diritti umani porterà sull’isola-simbolo dell’approdo sul territorio dell’Unione europea le sue richieste: percorsi sicuri e legali a disposizione di coloro che cercano salvezza in Europa, meccanismi rapidi ed efficaci per assicurare sbarco e ricollocazione delle persone soccorse in mare, potenziamento dei programmi di ammissione umanitaria e di ricongiungimento familiare e la revisione dei regolamenti di Dublino riguardanti la gestione delle domande d’asilo.

Amnesty International Italia è parte della campagna #siamosullastessabarca, creata dal “Comitato 3 ottobre” per promuovere il dialogo attorno al fenomeno migratorio, in particolar modo nelle nuove generazioni.

Attraverso incontri e laboratori oltre cinquecento ragazzi e ragazze delle scuole superiori provenienti da tutta Europa approfondiranno il lavoro delle associazioni e delle Ong che operano nel Mediterraneo e chiederanno all’Unione europea di mettere la vita delle persone al centro dell’azione politica comune e dei singoli stati membri.

La partecipazione degli studenti rientra nel progetto "Start the Change!” dell’Unione Europea, avente l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei giovani europei sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite in relazione ai fenomeni migratori.

Francesco Motta, testimonial di Amnesty International Italia, racconterà come il mondo della musica e dell'arte possano essere prezioso veicolo di cambiamento a favore dei diritti umani.



Per la rassegna Film&Film una frizzante commedia al femminile 01-02.10.2019


Martedì 1 e mercoledì 2 ottobre al cinema Giada nuovo appuntamento con il cinema d'autore nell'ambito della rassegna "Film&Film": in programma la frizzante commedia al femminile "E poi c'è Katherine" diretta da Nisha Ganatra, con Emma Thompson e Mindy Kaling.
Per la rassegna Film&Film una frizzante commedia al femminile

Locandina del film "E poi c'è Katherine"


Questa settimana la rassegna "Film&Film", promossa dal cinema Giada in collaborazione con il Comune di Persiceto, propone come di consueto film di recente uscita acclamati dal pubblico e dalla critica, a un prezzo scontato.

Martedì 1 e mercoledì 2 ottobre alle ore 21 è in programma la divertente e briosa commedia americana tutta al femminile "E poi c'è Katherine", diretta da Nisha Ganatra e interpretata tra gli altri da Emma Thompson e Mindy Kaling. Il film ruota attorno alla figura di Katherine Newberry, una leggenda della televisione americana nonché unica donna alla conduzione di un talk-show serale trentennale; ha la fama di essere una donna che odia le donne e la sua reputazione e il suo carattere difficile la portano a comandare con dispotismo uno staff di autori, tutti maschi, che non si degna nemmeno di incontrare di personaMa quando gli ascolti calano, Katherine viene minacciata di essere sostituita. Assume, quasi costretta, la "quota rosa" Molly Patel, una giovane inesperta di origini indiane, cresciuta con il sogno di diventare un giorno come lei, che dovrà dimostrare di non essere stata assunta solo perché donna.

Fra i prossimi appuntamenti: martedì 8 e mercoledì 9 ottobre "La mafia non è più quella di una volta" di Franco Maresco, con Letizia Battaglia e Ciccio Mira; martedì 15 e mercoledì 16 ottobre "Genitori quasi perfetti" di Laura Chiossone, con Anna Foglietta e Paolo Calabresi; martedì 22 e mercoledì 23 ottobre "Selfie di famiglia" di Lisa Azuelos, con Sandrine Kiberlain e Thaïs Alessandrin; martedì 29 e mercoledì 30 ottobre "5 è il numero perfetto" di Igor Tuveri, con Toni Servillo e Valeria Golino; martedì 5 e mercoledì 6 novembre "La vita invisibile di Euridice Gusmao" di Karim Aïnouz, con Carol Duarte e Julia Stockler.

Le proiezioni si tengono il martedì e mercoledì con spettacolo unico alle ore 21 al Cinema Giada, in circonvallazione Dante 54, tel. 051.822312.
Biglietti: interi € 5,50, ridotti € 5 (anziani, militari/ragazzi, Carta giovani), abbonamenti a 5 film € 20.


BACK IN BLACK: LA DIVISA DA TRASFERTA DELLA TRAMEC CENTO TORNA NERA


Presentata oggi con un video sui propri canal social la divisa con cui debutterà la Benedetto XIV, di un inusuale colore nero bordato di biancorosso.

Le canotte, realizzate dal partner tecnico BBox, saranno utilizzate nelle gare in trasferta. Non si tratta però di una novità assoluta: il nero fu utilizzato nelle seconde maglie già nella stagione 2011/2012, la prima dopo la rinascita della società, nella allora DNC. Il main sponsor era sempre Tramec, e la stagione si chiuse con la promozione.

Un richiamo che quindi vuole essere di buon auspicio per questa stagione, che comincerà appunto in trasferta sul campo della Bakery Piacenza: palla a due alle ore 18:00 di domani domenica 29 settembre.

 

Plastic free: dal 2020 a Persiceto un freno alla plastica



A partire dal 1° gennaio 2020 scatterà su tutto il territorio comunale il divieto dell'utilizzo di oggetti monouso in plastica non biodegradabile nel corso di sagre, manifestazioni ed eventi pubblici, nonché nelle mense scolastiche.
Plastic free: dal 2020 a Persiceto un freno alla plastica

Postazioni ristoro nel corso della "Fiera d'autunno"


Il Sindaco di Persiceto Lorenzo Pellegatti ha firmato l'ordinanza "Plastic Free", che prevede a partire dal 1° gennaio 2020 su tutto il territorio comunale il divieto di utilizzare bicchieri, piatti, posate, cannucce e sacchetti di plastica monouso non compostabili nel corso di sagre, manifestazioni ed eventi pubblici, nonché nelle mense scolastiche.

"Con questo provvedimento - dichiara il Sindaco Pellegatti - vogliamo fare qualcosa di concreto per ridurre l'inquinamento provocato dalla plastica: consapevoli che fare una buona raccolta differenziata dei rifiuti non è sufficiente per tutelare l'ambiente, cerchiamo di limitare all'origine la produzione dei rifiuti in plastica. Per dare al divieto ampia copertura abbiamo pensato di partire dalle mense scolastiche e dai tanti eventi di aggregazione e manifestazioni di piazza che si alternano sul nostro territorio. In parallelo a quanto disposto dall'ordinanza,  poi, promuoveremo l'utilizzo di stoviglie che non siano usa e getta e la distribuzione di acqua e bevande alla spina."

Per i trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie da € 25 a € 500.


Biancorosso Addicted, prosegue la convenzione con i commercianti di Cento


Si è svolto nel pomeriggio di ieri l'ormai tradizionale visita dei giocatori della Benedetto XIV ai commercianti del centro storico. Alla vigilia del campionato di Serie B (che comincerà domenica con la trasferta di Piacenza) i nuovi acquisti Alex Ranuzzi e Donato Vitale, oltre al confermato Yankiel Moreno, hanno visitato alcune attività del centro storico di Cento.

L'occasione è il rinnovo della convezione "Biancorosso Addicted", realizzata in collaborazione con Ascom Confcommercio di Cento, con la quale chi ha stipulato l'abbonamento alle partite casalinghe della Tramec Cento gode di una serie di agevolazioni e convenzioni presso gli esercenti aderenti all'iniziativa.

"E' un grande onore per noi sostenere il team biancorosso della Tramec Cento" dichiara Marco Amelio, presidente di Ascom Confcommercio Cento. "Si tratta per noi ormai di una tradizione storica di alleanza tra il basket, eccellenza dello sport centese, e il commercio di vicinato. In questo modo diamo risalto e rilievo ad entrambe le realtà, sostenendole, e agevolando anche i tifosi e clienti."

L'elenco completo delle attività è presente nel sito www.benedettoxiv.it . Per usufruire della scontistica dell'iniziativa "Biancorosso Addicted" è necessario abbonarsi alla Benedetto XIV, presso la Tabaccheria Bregoli (in via Alighieri 37 a Cento) oppure alla prima partita casalinga della Tramec Cento, che sarà domenica 6 ottobre al Palasavena di San Lazzaro di Savena, in attesa del termine dei lavori alla Baltur Arena di Cento.


Nelle foto in allegato: i giocatori della Tramec Cento (Yankiel Moreno, Donato Vitale e Alex Ranuzzi) con il segretario di Ascom, Roberto Giacomini in visita presso alcuni esercizi del centro storico di Cento. 

MESSICO Cinque anni dalla sparizione dei 43 studenti di Ayotzinapa: le famiglie attendono ancora giustizia. Amnesty International incalza il governo di Obrador



Amnesty International ha sollecitato il governo del presidente messicano López Obrador a tradurre in passi avanti concreti le misure adottate per scoprire la verità e dare giustizia nel caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, di cui ricorre in questi giorni il quinto anniversario dalla sparizione forzata. Queste misure dovrebbero essere applicate anche per quanto riguarda le altre migliaia di sparizioni verificatesi in Messico.

"Durante i primi quattro anni di lotta per la giustizia, Amnesty International ha costantemente denunciato gli insabbiamenti e le coperture da parte delle autorità. Oggi apprezziamo i primi sforzi del nuovo governo per risolvere il caso ma c'è ancora molto altro da fare", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.

"Non vi sarà giustizia fino a quando coloro che hanno ostacolato la ricerca della verità non saranno indagati. Queste persone sono responsabili del fatto che la sorte degli studenti non sia tuttora chiarita. Amnesty International è impegnata, con le famiglie degli scomparsi e altre organizzazioni, a continuare a seguire il caso e spera che gli impegni annunciati dal nuovo governo siano rispettati fino a quando la verità non verrà fuori e non si otterrà giustizia", ha proseguito Guevara-Rosas.

Nei primi 10 mesi in carica, il governo ha creato una commissione speciale e un'unità speciale all'interno della procura generale. Inoltre, il sottosegretario per i Diritti umani ha annunciato che il Messico accetterà la competenza del Comitato sulle sparizioni forzate delle Nazioni Unite per esaminare casi di sparizione nel paese.

In un recente incontro coi familiari dei 43 studenti scomparsi, il presidente Obrador e il suo governo si sono impegnati a chiedere a tutte le istituzioni di collaborare alle indagini e ad avere incontri regolari di aggiornamento tanto con le famiglie quanto con l'ufficio della procura generale.

Amnesty International sottolinea che non tutte le iniziative assunte sotto il nuovo governo si sono rivelate positive. Le indagini non sono trasparenti e l'attività degli organismi di nuova istituzione non ha ancora prodotto risultati.

Nelle scorse settimane, vari giudici hanno affermato che molte delle prove presentate dall'ex pubblico ministero che seguiva il caso - ora procuratore generale - erano state raccolte in modo illegale e hanno dunque disposto il rilascio provvisorio di alcune delle persone sotto indagine. Le autorità devono pertanto garantire che siano utilizzate solo prove ottenute in modo legale e che sia rispettata l'indipendenza dei giudici.

"Cinque anni dopo la sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa, le autorità messicane sono ancora in enorme debito con le vittime, le loro famiglie e la società per quanto riguarda il rispetto dei diritti alla verità, alla giustizia e alla riparazione del danno", ha dichiarato Tania Reneaum Panszi, direttrice generale di Amnesty International Messico.

"Il modo in cui sono state condotte le indagini è un impedimento che rende difficile chiarire i fatti. Questo, come altri casi emblematici del genere, c'insegna che la ricerca della verità deve basarsi su indagini imparziali, verificabili e veritiere", ha sottolineato Panszi.

Amnesty International ha evidenziato che la sorte di altre 40.000 persone scomparse in Messico risulta sconosciuta. 

"Il governo deve assicurare che saranno messe a disposizione tutte le risorse necessarie per risolvere non solo il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, ma anche quelli delle oltre 40.000 persone scomparse nel paese", ha concluso Guevara-Rosas.


Vertice MALTA Amnesty International: l'accordo sugli sbarchi indica che un approccio più umano è possibile




Amnesty International ha giudicato positivamente l'accordo raggiunto oggi a Malta riguardante un meccanismo temporaneo di sbarco delle persone soccorse nel Mediterraneo centrale, a lungo sollecitato dall'organizzazione per i diritti umani.

L'accordo è stato annunciato dai ministri degli Interni di Francia, Germania, Italia e Malta e da rappresentanti della presidenza del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea.

"I dettagli dell'accordo devono ancora essere resi noti ma ci aspettiamo l'istituzione di un meccanismo efficace che assicuri che le persone soccorse nel Mediterraneo centrale siano sbarcate rapidamente e in sicurezza e che gli stati membri dell'Unione europea aumentino e condividano le rispettive responsabilità", ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le Istituzioni europee.

"Ci auguriamo che l'attuazione dell'accordo ponga fine all'osceno spettacolo di persone lasciate in mare per settimane a bordo delle navi che le hanno soccorse, in attesa di sapere dove, o persino se, potranno sbarcare. Meccanismi più celeri di sbarco sono fondamentali per le persone soccorse in mare, che già hanno sofferto terribili violenze nei centri di detenzione della Libia e hanno affrontato un viaggio in mare pericoloso: sono persone esauste, che hanno bisogno di protezione e cure", ha sottolineato Geddie.

Le Ong di ricerca e soccorso sono andate incontro a procedimenti penali, sequestri delle loro navi, multe ingenti e arresti del loro personale solo per aver portato avanti il loro dovere di salvare vite in mare e aver cercato uno sbarco in un porto sicuro.

Dopo aver accolto numerose persone nel corso dell'anno, senza essere preparata a questo scenario, Malta ha un sistema d'asilo e di accoglienza allo stremo.

Centinaia di uomini, donne e bambini sono trattenuti in condizioni sotto ogni standard. Molte di queste persone sono state arrestate illegalmente e vengono trattenute per un periodo di tempo maggiore del massimo consentito dalla legge maltese, che prevede il trattenimento solo per consentire i controlli medici all'arrivo. 

"Mentre ci auguriamo che il nuovo meccanismo aiuterà Malta a gestire la pressione sul suo sistema d'asilo e accoglienza, auspichiamo però che le autorità della Valletta capiscano che non esiste ragione né scusa che giustifichi le detenzioni arbitrarie", ha aggiunto Geddie.

Gli avvocati e i rappresentanti delle Ong che visitano regolarmente i centri di detenzione maltesi hanno riferito ad Amnesty International - cui recentemente non è stato permesso l'accesso - di un sovraffollamento estremo, di promiscuità tra adulti e minori e di condizioni squallide nelle quali i servizi igienico-sanitari sono inadeguati. 

"Sebbene riguardi solamente le persone soccorse nel Mediterraneo centrale, l'accordo di oggi è il segnale che i leader europei possono iniziare finalmente a gestire l'immigrazione in modo più responsabile e umano. Ora è fondamentale che molti altri stati membri si uniscano presto all'accordo", ha concluso Geddie.


Tramec Cento, contro l'Assigeco buone indicazioni in vista del campionato


 

Disputato oggi al PalaBanca di Piacenza l'ultimo test precampionato della Tramec Cento, contro l'Assigeco Piacenza, formazione di A2. Una Benedetto è risultata un po' affaticata dal lavoro in settimana, che ha visto anche la trasferta a Forlì, ha chiuso il suo prestagione nello scrimmage di oggi, fornendo ulteriori buone indicazioni per coach Mecacci, togliendosi anche la soddisfazione della conquista dell'ultimo quarto.

 

Ora l'attenzione si sposta interamente sul campionato: si comincia domenica 29 settembre, con palla a due alle 18:00 al PalaBakery di Piacenza, dove si affronta la rivale Bakery, affrontata più volte nelle ultime stagioni tra campionato, playoff e Coppa Italia.

La prima in casa sarà domenica 6 ottobre contro Giulianova: abbonamenti ancora possibili (fino al 20 ottobre) al botteghino e presso la Tabaccheria Bregoli di Cento (via Dante Alighieri, 37).

 

Tabellino

Assigeco Piacenza – Tramec Cento

1Q: 28-16

2Q: 22-7

3Q: 29-14

4Q: 21-22

 


Terre delle nebbie: presentata la collana Ci Pensa Mattia




Secondo appuntamento ieri sera (20 settembre per chi legge) per la rassegna "Terre delle Nebbie" promossa dal Comune di Cento in collaborazione con la Gipsoteca Vitali di Cento e la Biblioteca Comunale di Renazzo.

Presso la Gipsoteca Vitali è infatti stata presentata la collana di libri per ragazzi "Ci Pensa Mattia" curata da Marco Cevolani (nella foto)

Pubblicati i primi due volumi "Il cantone del diavolo", ambientato a Cento e "Viaggio ad Atlantide".

Il pubblico accorso ha inoltre potuto ascoltare le letture di alcuni passaggi di altri due episodi della lunga saga di prossima uscita "Terra di libertà" e "Volo all'ultima cordella", primo libro di juvenile fiction ambientato nel mondo delle bocce ferrarese.

Particolarmente apprezzato dal pubblico adulto lo stile dell'autore "A sentire alcuni passaggi mi è sembrato di essere tornato ragazzino" ha commentato qualcuno.

La rassegna si concluderà il prossimo 9 ottobre con la presentazione del libro di Franco Lorenzato "La valle offesa dal disonore", sull'immane tragedia del Vajont.


Sarà organizzata presso il Circolo Arci Adelante di XIIMorelli una serata dedicata a Giulio Regeni, “un caso ancora aperto”, questo ilsottotitolo che si è voluto dare alla serata-dibattito.





Sarà organizzata presso il Circolo Arci Adelante di XII Morelli MARTEDI' 24 SETTEMBRE ORE 21 una serata dedicata a Giulio Regeni, "un caso ancora aperto", questo il sottotitolo che si è voluto dare alla serata-dibattito.

L'evento, promosso da ANPI, Amnesty Iternational e Falling Book vedrà gli interventi di Marina Govoni e Sara Baroni in rappresentanza, rispettivamente di, Amnesty Cento e Anpi Cento e sarà moderato da Samanta Picciaiola dell'associazione culturale Falling Book.

"Sono trascorsi oltre tre anni dalla scomparsa e dall'uccisione di Giulio Regeni – affermano gli organizzatori – il giovane ricercatore friulano il cui corpo senza vita venne ritrovato alla periferia de Il Cairo il 3 febbraio 2016. A due anni del ritorno dell'ambasciatore Catini al Cairo – proseguono – nessun passo avanti è stato fatto nelle indagini. Tanti invece gli accordi commerciali tra il nostro Paese e l'Egitto – puntualizzano infine ."

Sara Baroni racconterà infine la sua tesi di laurea sulla rilevanza dell'opinione pubblica nel caso, appunto, Regeni. 

QATAR Nonostante le riforme promesse, i lavoratori migranti continuano a tornare a casa senza paga né giustizia



Una nuova ricerca di Amnesty International, resa pubblica oggi, ha rivelato che centinaia e centinaia di lavoratori migranti continuano ad attendere invano le paghe dovute e i risarcimenti nonostante il governo del Qatar avesse promesso di migliorare la loro situazione in vista dei mondiali di calcio del 2022, anche attraverso la creazione di comitati per la risoluzione delle controversie sul lavoro.

Dalla ricerca dell'organizzazione per i diritti umani è emerso che centinaia di lavoratori migranti assunti da tre imprese di costruzioni e di pulizie hanno rinunciato a chiedere giustizia e, dal marzo 2018, sono tornati a casa senza un solo euro in tasca.

"Nonostante le riforme promesse, il Qatar resta un campo da gioco per impresari senza scrupoli. I lavoratori migranti si recano nel paese del Golfo nella speranza di dare alle loro famiglie un futuro migliore ma, in molti casi, tornano in patria senza soldi dopo aver combattuto invano per mesi, assai poco assistiti da un sistema che in teoria dovrebbe proteggerli", ha dichiarato Stephen Cockburn, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.

I comitati per la risoluzione delle controversie ricevono una quantità enorme di reclami e i giudici sono così pochi che i lavoratori devono attendere mesi prima che il loro caso venga esaminato. Anche quando viene accordato, il risarcimento spesso non viene pagato. Il fondo di sostegno promesso nell'ottobre 2018 non è stato ancora istituito.

"I lavoratori migranti si trovano troppo spesso di fronte a una scelta impossibile: attendere mesi, spesso invano, per ottenere giustizia o tornare dalle loro famiglie senza il denaro indispensabile per sostenerle. Sollecitiamo il governo del Qatar a tradurre in realtà tutte le promesse fatte e a porre fine al vergognoso sfruttamento dei lavoratori", ha aggiunto Cockburn.

Oltre 2000 lavoratori lasciati senza paga per mesi 
Dal marzo 2018, Amnesty International ha seguito i tentativi di ottenere giustizia di oltre 2000 lavoratori di Hamton International, Hamad bin Khaled bin Hamad (HKH) e United Cleaning. Adducendo difficoltà finanziarie, le tre imprese dapprima non avevano versato le paghe per mesi e poi avevano chiuso rescindendo tutti i contratti.

Almeno 1620 di questi lavoratori si sono rivolti ai Comitati per la risoluzione delle controversie sul lavoro, istituiti nel marzo 2018 nell'ambito di una serie di riforme che il governo del Qatar aveva promesso di attuare d'accordo con l'Organizzazione internazionale del lavoro. Nel 2018 i comitati avevano ricevuto oltre 6000 reclami, la maggior parte dei quali alla fine dell'anno era ancora in sospeso.

Nessuno dei lavoratori ha ricevuto un risarcimento attraverso il sistema dei comitati. Alcuni sono riusciti a ottenere parte delle somme dovute direttamente dai datori di lavoro in cambio della rinuncia alla causa, la maggior parte è tornata a casa con niente in mano.

Il ministero dello Sviluppo amministrativo, del Lavoro e degli Affari sociali ha dichiarato ad Amnesty International che si è tentato di negoziare accordi coi ricorrenti e di assicurare la fornitura di cibo e impianti di aria condizionata nei campi che ospitano i lavoratori.

Giustizia ritardata
Sebbene la legge preveda che i comitati devono emettere i loro verdetti entro sei settimane dal ricevimento del reclamo, Amnesty International ha verificato che i tempi di attesa variano da tre a otto mesi. Nel frattempo, i ricorrenti vivono, senza paga, in campi privi di cibo e acqua corrente a sufficienza, nel dilemma tra continuare a lottare o tornare a casa.

Bijoy, proveniente dall'India, ha atteso tre mesi solo per avere una data di convocazione. Nel frattempo, era dovuto tornare a casa ad assistere il padre ammalato e ricoverato in ospedale. Invece di recuperare i 13.000 rial (circa 3370 euro) che gli doveva Hamton International, non ha avuto altra scelta che accettare dall'impresa 1000 rial (meno di 250 euro) e un biglietto aereo per l'India. Altre centinaia di ex lavoratori di Hamton International si sono trovati nella stessa condizione.

"Ho supplicato il fratello del direttore di darmi almeno 4000 rial (meno di 1000 euro). Ho dovuto lasciar perdere, ho preso i 1000 rial e il biglietto aereo perché volevo vedere mio padre", ha raccontato Bijoy.

La lotta per i risarcimenti
Oltre alla prospettiva di dover affrontare una lunga ed estenuante procedura di ricorso, i lavoratori devono rassegnarsi al fatto che vincere la causa non garantisce il versamento delle somme dovute. 

I lavoratori sono spesso costretti a presentare una nuova denuncia, presso i tribunali civili, per obbligare i datori di lavoro a pagare i risarcimenti. Questo significa ulteriori ritardi e spese, senza certezza di successo.

"Ogni udienza è la stessa cosa, il giudice mi dice di tornare la volta successiva. Spendo i miei soldi a fare avanti e indietro. Devo anche chiedere al datore di lavoro il permesso di assentarmi per andare in tribunale", ha raccontato Roy, un lavoratore filippino della HKH.

Nell'ottobre 2018 il governo del Qatar ha annunciato l'istituzione di un Fondo di sostegno e assicurazione dei lavoratori per versare i risarcimenti. Quasi un anno dopo, nonostante il suo impellente bisogno, il fondo non è ancora finanziato e dunque non utilizzabile.

Questo è il racconto di un lavoratore keniano della United Cleaning:
"Per cinque mesi ho vissuto senza soldi e con pochissimo cibo. La mia famiglia ne risentiva moltissimo. Mi vengono le lacrime agli occhi a ricordare come riuscivamo a procurarci da mangiare: nella spazzatura. Dopo due anni e cinque mesi di lavoro alla United Cleaning senza neanche un giorno di ferie, l'impresa ha rifiutato di pagarmi. Se non prendo quei soldi non possono tornare a casa da mia moglie e mio figlio".

Urgente porre fine allo sfruttamento
In Qatar, un paese che non rispetta gli standard internazionali sul lavoro, sono impiegati circa due milioni di migranti.

Amnesty International ha ripetutamente chiesto l'abolizione del sistema della "kafala" (sponsorizzazione), che si presta ad abusi in quanto costringe il lavoratore a rimanere alle dipendenze del suo datore di lavoro per cinque anni e impedisce ancora ad alcune categorie, come i lavoratori domestici, di lasciare il paese senza il relativo permesso.

"I due milioni di lavoratori migranti che costituiscono la spina dorsale dell'economia del Qatar hanno il diritto di essere trattati con equità e di ricevere giustizia", ha commentato Cockburn.

"Se il Qatar intende seriamente dare seguito alle promesse di migliorare la condizione dei lavoratori, deve mettere a disposizione più giudici in modo che i ricorsi possano essere esaminati velocemente, finanziare pienamente il fondo per i risarcimenti e assicurare che le imprese che violano la legge saranno chiamate ad affrontare la giustizia", ha concluso Cockburn.





CLIMA A New York il summit dei popoli sull'emergenza climatica




Oltre 200 rappresentanti dei popoli nativi, lavoratori, accademici, ambientalisti e attivisti per i diritti umani – un numero senza precedenti – hanno adottato oggi a New York una storica dichiarazione che chiede ai governi e alle imprese economiche di affrontare urgentemente l'emergenza climatica per assicurare la sopravvivenza dell'umanità.

La dichiarazione è stata adottata durante i lavori del Summit dei popoli su clima, diritti e sopravvivenza umana, in programma a New York fino al 19 settembre, alla vigilia del Vertice delle Nazioni Unite sull'azione in favore del clima, in programma al Palazzo di Vetro il 23 settembre.

Il Summit è stato convocato dall'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Greenpeace International, Amnesty International, Centro per il diritto internazionale ambientale, Fondo globale Wallace e dal Centro per i diritti umani e la giustizia globale dell'Università di New York.

L'obiettivo degli organizzatori e dei partecipanti è quello di mettere in campo nuovi poteri, energie e risorse per dare vita a un movimento di massa orientato al superamento della crisi climatica attraverso politiche che pongano al centro le persone e i diritti umani.

Tra gli strumenti di pressione su governi e imprese economiche sono stati individuati le azioni giudiziarie comuni, le campagne nazionali e internazionali, i disinvestimenti dal settore delle energie fossili e un uso più efficace degli strumenti a disposizione per chiamare i responsabili di determinati comportamenti e azioni a renderne dovutamente conto.

Seguono alcune dichiarazioni:

Craig Mokhiber, direttore dell'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite:
"Rispetto a chi vive lungo la frontiera del cambiamento climatico, le conseguenze in termini di diritti al cibo, all'acqua, all'igiene, a rifugi adeguati, alla salute, alla sicurezza personale e persino alla vita si stanno facendo già sentire. Molti di coloro che vivono su piccole isole, sulle coste e in zone soggette a rapida desertificazione vedono erodersi il proprio diritto all'autodeterminazione. Gli sfollamenti causati dal cambiamento climatico minacciano di costringere milioni di persone a intraprendere viaggi caratterizzati da vulnerabilità e incertezza. In sintesi, gli effetti negativi del cambiamento climatico colpiscono direttamente la fabbrica della società umana. Ogni stato deve prendere misure urgenti ed efficaci per affrontare questa minaccia ai diritti umani. Unendo i tanti gruppi che chiedono la giustizia climatica, vogliamo cercare di favorire un'azione per il clima basata su diritti umani e inclusione".

Jennifer Morgan, direttrice generale di Greenpeace International:
"La crisi climatica è una crisi dei diritti umani. Le conseguenze umane degli estremi disastri metereologici possono essere sconvolgenti, come abbiamo visto dalle profonde devastazioni causate dall'uragano Dorian. La dichiarazione adottata al Summit segna una nuova era dell'attivismo climatico. Guidati dai giovani e insieme ai nostri alleati, agiremo e sfideremo i responsabili. I governi deboli e le industrie tossiche non sapranno dove andare a nascondersi.
Porremo le persone al centro delle nostre richieste e chiederemo giustizia climatica per le comunità che sono le meno responsabili e le più vulnerabili di fronte all'emergenza climatica".

Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International:
"La sfida più urgente al mondo ha bisogno del potere e della diversità che i movimenti popolari per i diritti umani sanno portare. Abbiamo l'appoggio della base, l'energia e gli strumenti per combattere in favore della giustizia climatica. Ma finora abbiamo colpito troppo debolmente rispetto alla nostra forza. Amnesty International vuole fare la sua parte per cambiare questa situazione. Vogliamo che il Summit contribuisca a far emergere tutto il potenziale del movimento globale per i diritti umani, per proteggere le generazioni presenti e future. Uniti, vinceremo".



Tramec Cento, bene lo scrimmage contro Forlì



 

Una Cento che tiene testa ad una delle formazioni di A2 più in forma del momento. Questo è quanto emerge dallo scrimmage andato in scena oggi all'Unieuro Arena di Forlì, dove la formazione locale ha sfidato la Tramec Cento, reduce dalla sconfitta in finale nel Torneo Mazzoni.

Il primo e il secondo quarto sono serrati, e vedono la Benedetto tenere testa, chiudendo sotto di uno i primi 10' e addirittura superando Forlì nel finale il secondo quarto. Fisiologica la reazione dei forlivesi, che forte dell'appartenenza alla categoria superiore (e della fresca qualificazione ai quarti di Finale della Supercoppa LNP) prevalgono nel terzo quarto.

Nell'ultimo quarto la Tramec torna di nuovo a farsi sotto, e mette in difficoltà Forlì che riesce a prevalere poi di 4 lunghezze.

Biancorossi quasi al completo per coach Mecacci (a parte Fallucca, a riposo precauzionale che comunque domani riprenderà regolarmente gli allenamenti) e ottime indicazioni del collettivo, che rassicurano dopo la sconfitta contro Fabriano e allontanano ogni cattivo pensiero.

 

Prossimo test contro un'altra "big": sabato 21 (ore 18:00) al Palabanca di Piacenza si affronta l'UCC Assigeco dell'ex Giovanni Gasparin, ultimo test prima dell'inizio di campionato che sarà di nuovo a Piacenza, ma sponda Bakery.

 

Unieuro Forlì – Tramec Cento

Parziali:

1Q: 21-20

2Q: 16-17

3Q: 19-5

4Q: 19-15

 

 

SUPERCOPPA Amnesty International e sindacato giornalisti Rai a Juventus e Lazio: "Non giocate la Supercoppa in Arabia Saudita"



In vista della Supercoppa Juventus-Lazio, tra le squadre vincitrici dello scudetto e della Coppa Italia 2018-2019, Amnesty International Italia e UsigRai (il sindacato dei giornalisti dell'informazione pubblica) hanno scritto ai presidenti dei due club calcistici chiedendo di non giocare la partita in Arabia Saudita.

Nella lettera inviata questa mattina, le due organizzazioni chiedono a Juventus e Lazio "una precisa e benvenuta assunzione di responsabilità" e di dare "il segnale che lo sport, il calcio in particolare, possono essere un veicolo straordinario di valori e un esempio virtuoso di grande importanza per il pubblico e per i tifosi più sensibili, i giovani".

"Nonostante la grande campagna di comunicazione messa in campo dal governo saudita per accreditare un paese impegnato nelle riforme" – si legge nella lettera inviata ad Agnelli e Lotito – "la situazione dei diritti umani rimane estremamente preoccupante. Se è stato abolito il divieto di guida per le donne ed è stato riformato l'istituto del 'guardiano maschile' da cui dipendeva ogni scelta riguardo alla vita personale e pubblica delle donne, le attiviste che avevano promosso le campagne su quei temi languono in carcere".

"Già in occasione dell'ultima edizione della Supercoppa tra Juventus e Milan, disputata nel gennaio di quest'anno" – prosegue la lettera – "le nostre organizzazioni avevano espresso profondo disaccordo per una scelta che avrebbe rafforzato il cosiddetto sportwashing, la strategia adottata da molte nazioni del Golfo, prima tra tutte l'Arabia Saudita, di utilizzare lo sport, ospitando eventi di rilevanza internazionale, per distogliere l'attenzione dalla situazione dei diritti umani".

La lettera ricorda la vicenda del blogger Raif Badawi, arrestato nel 2012 e condannato nel 2014 a 10 anni di carcere e a 1000 frustate (50 delle quali eseguite nel 2015 proprio a Gedda, sede della prima Supercoppa), che resta tuttora in prigione.

Vengono poi segnalate la repressione dell'intera comunità dei diritti umani, ridotta al silenzio attraverso dure condanne emesse al termine di processi profondamente irregolari, e le centinaia di condanne a morte eseguite negli ultimi anni, che fanno dell'Arabia Saudita il terzo stato al mondo per numero di esecuzioni.

Alla vigilia della precedente Supercoppa, il Presidente della Lega Calcio di Serie A, Gaetano Miccichè, affermò che se il contratto con l'Arabia Saudita gli fosse stato sottoposto dopo l'omicidio di Jamal Khashoggi, non l'avrebbe sottoscritto.

E allora perché, si chiedono Amnesty International Italia e UsigRai, si vuole insistere a giocare in Arabia Saudita "anche dopo che una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha confermato i sospetti sul coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman nell'uccisione del giornalista e dissidente, barbaramente trucidato in Turchia, all'interno del consolato saudita di Istanbul"?

In un'intervista di fine luglio, il neo Amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, ha detto: "C'è solo una possibilità: le sole squadre di calcio, in questo caso Juventus e Lazio, possono addurre legittimi argomenti per non rispettare il contratto".

Peraltro, precisano Amnesty International Italia e UsigRai, il contratto siglato dalla Lega prevede lo svolgimento di tre partite di Supercoppa in cinque anni, una delle quali si è già giocata. Decidere di non giocare quest'anno non sarebbe dunque una violazione contrattuale.

Si tratterebbe piuttosto – conclude la lettera – di "subordinare un ritorno in Arabia Saudita solo a fronte di effettive, concrete e misurabili riforme nel campo dei diritti umani, prime tra tutte, la scarcerazione delle decine di uomini e donne in prigione solo a causa delle loro idee e l'introduzione della libertà di stampa".


GRETA THUNBERG E I VENERDÌ PER IL FUTURO “AMBASCIATORI DELLA COSCIENZA” DI AMNESTY INTERNATIONAL

Amnesty International ha insignito l’attivista Greta Thunberg e il movimento dei “Venerdì per il futuro” del premio “Ambasciatore della coscienza” 2019. La cerimonia si è svolta negli Usa, a Washington DC.

Il premio “Ambasciatore della coscienza” è il massimo riconoscimento
di Amnesty International, col quale l’organizzazione per i diritti umani celebra persone che hanno mostrato un coraggio e una leadership speciali schierandosi dalla parte dei diritti umani: persone che hanno agito secondo la loro coscienza e il cui talento è fonte d’ispirazione per tanti altri.

“Questo è un riconoscimento per milioni di persone, di giovani, che in ogni parte del mondo si sono uniti nel movimento chiamato ‘Venerdì per il futuro’. Tutti questi giovani senza paura combattono per il loro futuro. Un futuro che loro dovrebbero avere garantito, ma non è così”, ha dichiarato Greta Thunberg ricevendo il riconoscimento.

“Noi, il movimento dei ‘Venerdì per il futuro’, stiamo combattendo per le nostre vite. Ma non solo. Stiamo combattendo per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, per le future generazioni, per ogni singolo essere vivente sulla terra, di cui condividiamo la biosfera: quella biosfera che stiamo saccheggiando, quella biosfera che stiamo distruggendo. Noi stiamo combattendo per tutti”, ha aggiunto Greta Thunberg.

“L’attivismo funziona. Quindi, quello che vi chiedo ora è di agire. Perché nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Voglio chiedere a ognuno di voi di prendere parte agli scioperi per il clima dal 20 al 27 settembre”, ha concluso Greta Thunberg.

Amnesty International ha scelto di premiare Greta Thunberg per le sue azioni, che hanno determinato una più grande sensibilizzazione sulla crisi climatica. La sua decisione di rinunciare ad andare a scuola ogni venerdì a partire dall’agosto del 2018 per protestare fuori dal parlamento svedese fino a quado non avesse affrontato in modo più serio l’emergenza climatica, ha dato vita al movimento dei “Venerdì per il futuro”, che ha mobilitato oltre un milione di giovani in ogni parte del mondo.

La cerimonia di consegna del riconoscimento si è svolta alla vigilia del Vertice popolare sul clima, sui diritti e sulla sopravvivenza umana, co-organizzato da Amnesty International. L’iniziativa, cui prenderanno parte numerosi leader di movimenti, vuole aumentare gli sforzi della comunità dei diritti umani in favore della giustizia climatica. Contemporaneamente, dal 20 al 27 settembre, i giovani di almeno 115 stati organizzeranno proteste sul clima.

“Milioni di persone stanno già subendo le catastrofiche conseguenze di disastri il cui impatto viene amplificato dal cambiamento climatico. Sono giovani come Greta e quelli che prendono parte agli scioperi scolastici del movimento dei ‘Venerdì per il futuro’ a mostrarci che cambiare le cose è possibile”, ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International.

“Questi giovani leader hanno gettato la sfida. In un mondo che apaticamente sta scivolando verso la calamità, loro si sono erti come coscienza collettiva e hanno detto ‘quando è troppo è troppo’. Ci stanno chiedendo di smetterla di ignorare l’enorme dimensione della crisi climatica e di accampare scuse e pretendono che iniziamo a mobilitarci. È giunto il momento che ognuno di noi li segua. È necessario un movimento di massa per forzare i governi e le grandi imprese economiche a prendere misure che avrebbero dovuto assumere già da tempo”, ha aggiunto Naidoo.

Il premio Ambasciatore della coscienza è stato istituito nel 2002. La denominazione trae ispirazione dalla poesia “Dalla Repubblica della coscienza”, del poeta irlandese Seamus Heaney.

Tra le singole personalità e i movimenti che in precedenza sono stati insigniti del premio figurano Nelson Mandela, Malala Yousafzai, Harry Belafonte, Ai Weiwei, i Gruppi giovanili dell’Africa centro-occidentale, Angélique Kidjo, il movimento per i diritti dei popoli nativi del Canada, Alicia Keys e Colin Kaepernick.

Prosegue la rassegna letteraria itinerante Terre delle Nebbie con il secondo appuntamento alla Gipsoteca Vitali di Cento




Prosegue la rassegna letteraria itinerante Terre delle Nebbie con il secondo appuntamento alla Gipsoteca Vitali di Cento (in via Santa Liberata, ndr); ospite Marco Cevolani che presenterà la collana editoriale "Ci pensa Mattia" che ha per protagonista il giovane Mattia, adolescente di Borgopianura, immaginaria cittadina del ferrarese, che si troverà a fronteggiare la temibile e misteriosa Confraternita, una organizzazione segreta millenaria che mira a gettare il mondo nell'oscurantismo più totale.
La collana, pensata per i ragazzi ma con un occhio anche ai lettori più grandi, prende l'avvio proprio da Cento: sarà il mistero del blu Guercino, il primo enigma che il giovane Mattia sarà chiamato a risolvere.
Appuntamento quindi venerdì 20 settembre alle ore 18:30

A Persiceto torna la magia del grande schermo con "Film&Film" 17.18.09.2019



Con la fine dell'estate riprende la programmazione cinematografica della rassegna "Film&Film", promossa dal cinema Giada in collaborazione con il Comune di Persiceto, che propone sul grande schermo tanti titoli di qualità a prezzo ridotto: si inizia martedì 17 e mercoledì 18 settembre con l'emozionante film biografico "Nureyev - The white crow" di Ralph Fiennes.
A Persiceto torna la magia del grande schermo con "Film&Film"

Locandina del film "Nureyev"


A Persiceto da settembre torna l'appuntamento settimanale col cinema d'autore: presso il cinema Giada inizia infatti una nuova stagione di "Film&Film", la rassegna che offre a tutti gli appassionati cinefili l'occasione di vedere i film segnalati dalla critica a prezzo ridotto.

Martedì 17 e mercoledì 18 settembre alle ore 21 primo appuntamento con una indimenticabile storia vera, "Nureyev - The white crow", pellicola diretta da Ralph Fiennes e interpretata dallo stesso Fiennes, Oleg Ivenko e Adèle Exarchopoulos, che racconta la commovente e emblematica vita del ballerino sovietico Rudolf Nureyev: ballerino intrepido e fuori da ogni schema, Nureyev possiede un talento straordinario e avido di conoscenza, prende lezioni di inglese in Russia e parte per la tournée del 1961 a Parigi in cui può comunicare con i ballerini dell'Opéra, conoscere meglio la cultura occidentale e scambiare punti di vista sulla danza e sul mondo. Per la sua mentalità così libera si attira i sospetti del Kgb, che gli ordina di rimpatriare immediatamente. Il ballerino chiede asilo politico alla Francia, libero finalmente di danzare e di costruire la sua leggenda.

Fra i prossimi appuntamenti: martedì 24 e mercoledì 25 settembre "Il Signor Diavolo" di Pupi Avati, con Filippo Franchini e Gabriel Lo Giudice; martedì 1° e mercoledì 2 ottobre "E poi c'è Katherine" di Nisha Ganatra, con Emma Thompson e Mindy Kaling; martedì 8 e mercoledì 9 ottobre "La mafia non è più quella di una volta" di Franco Maresco, con Letizia Battaglia e Ciccio Mira; martedì 15 e mercoledì 16 ottobre "Genitori quasi perfetti"di Laura Chiossone, con Anna Foglietta e Paolo Calabresi; martedì 22 e mercoledì 23 ottobre "Selfie di famiglia"di Lisa Azuelos, con Sandrine Kiberlain e Thaïs Alessandrin.

Le proiezioni della rassegna "Film&Film" si tengono il martedì e mercoledì con spettacolo unico alle ore 21 al Cinema Giada, in circonvallazione Dante 54, tel. 051.822312.
Biglietti: interi € 5,50, ridotti € 5 (anziani, militari/ragazzi, Carta giovani), abbonamenti a 5 film € 20.



Fabriano vince il Torneo Mazzoni, Cento luci e ombre


Fabriano vince l'edizione 2019 del Torneo Mazzoni, in una Palestra della Giovannina che ha visto tornare a tifare i tifosi biancorossi dopo 34 anni dall'ultima volta.

Il pomeriggio si apre con la finale 3 / 4 posto tra le due "Serie C" Ferrara Basket e Bologna Basket: sono i felsinei a prevalere nella finalina per 82 a 73, dopo una bella partita da ambo le parti.

A seguire la finale per il 1° posto: la Benedetto parte forte, e con un parziale di 7-0: Fabriano impiega tre minuti per sbloccarsi, ma il gioco di Cento consente di prendere un certo margine e chiudere il primo quarto con un parziale di 23-13. Partita che si fa subito calda, con un Moreno (MVP della semifinale) che sembra da subito in palla.

Il secondo quarto è più farraginoso, diverse interruzioni di gioco ma la Tramec lavora bene in difesa e concede pochi punti agli avversari, mantenendo inalterato il margine conquistato nei primi 10 minuti.

Si torna in campo dopo l'intervallo lungo ed è Fabriano a riprendere il controllo del match, con un pesante 20-0 che permette loro di tornare in partita e sorpassare la Benedetto, che non riesce a segnare per i primi 6 minuti del secondo tempo.

Fabriano tocca il +17, e Cento subisce l'inerzia dei marchigiani sul piano fisico e mentale, segnando solo 5 punti nell'intero quarto.

La Benedetto fatica a riprendersi, e anche l'ultimo quarto vede prevalere Fabriano che a 5' dalla fine è sopra di 23: il contributo di Morici e Leonzio non basta a svegliare Cento.

Si chiude 50-64: una Tramec dai due volti. Luca Garri, capitano di Fabriano, migliore in campo: per lui 23 punti e 27 di valutazione, con 3 triple, 4 assist e 7 rimbalzi, che valgono il titolo di MVP del Mazzoni 2019, da aggiungere ad una bacheca che vanta già l'argento olimpico di Atene 2004 ottenuto con l'Italbasket.
Per la Benedetto diverse risposte positive sui primi due quarti ma anche tanto da esaminare ed analizzare sul secondo tempo, con la consapevolezza che a due settimane dall'inizio del campionato c'è tempo per lavorare sugli errori commessi e presentarsi pronti per la prima giornata.

 

Tabellino:

Tramec Cento – Janus Fabriano : 50-64

(23-13, 13-15, 5-27, 9-9)


Tramec Cento

Vannini NE, Idrissou, Manzi NE, Fallucca 3, Ranuzzi 8, Morici 7, Rossi (C) 2, Paesano 4, Leonzio 16, Vitale 8, Moreno 2.

All. Mecacci, ass. Cotti e Curati.

 

Janus Fabriano

Radonijc 12, Fratto 3, Contri, Francavilla, Petrucci 11, Del Testa 2, Paolin NE, Merletto 8, Garri 23, Stankovic, Guaccio 5, Cianci.

All. Pansa, ass. Cutugno e Bruno.

 


Torneo Mazzoni, Cento e Fabriano in finale



Cento e Fabriano: dalla prima giornata del Torneo Mazzoni, disputata alla Palestra della Giovannina di Cento, sono le due "big" a prevalere e a guadagnarsi l'accesso per la finale.

Nella prima semifinale la Janus Fabriano Basket ha sconfitto Ferrara Basket 2018, che comunque nonostante l'appartenenza alla categoria inferiore è riuscita a dare filo da torcere nella prima metà di gara, arrivando all'intervallo lungo addirittura sopra di 3 punti. Nel terzo quarto è Fabriano però a mettere il turbo, con un parziale di 24-10 che distanzia a sufficienza gli estensi, permettendo un finale di gara tranquillo.

Tocca a poi alla Benedetto XIV, che torna a disputare un torneo alla Giovannina per la prima volta dal 1985. La Benedetto parte bene, ma arriva a subire un parziale di 12-1, che permette al Bologna Basket di chiudere sopra il primo quarto.
Coach Mecacci aggiusta il tiro, e nel secondo quarto è la Tramec a piazzare un 10-0 che riporta tranquillità e sicurezza nei biancorossi, chiudendo il primo tempo con il punteggio di 35 a 24 per i padroni di casa.

Nel terzo quarto la Benedetto non affonda il colpo: si segna poco, e Bologna torna a farsi sotto e supera Cento, prima di chiudere il terzo quarto 46-46.

Negli ultimi 10 minuti è Yankiel Moreno a firmare il sorpasso con una tripla, e l'inerzia biancorossa non basta a staccare i bolognesi: il finale è punto a punto, ma la Tramec di potenza riesce a portarsi sul +6 a 2' dalla fine, complice le giocate di Moreno e Vitale.

Bologna Basket non riesce più a riprendersi, e la Benedetto può così festeggiare l'accesso alla finale del Mazzoni, di fronte a qualche centinaio di tifosi biancorossi per l'occasione nello storico impianto centese.

 

Domani alle 18:00 la finale per il 3° e 4° posto tra Ferrara Basket 2018 e Bologna Basket 2016, future avversarie in Serie C Gold. Alle 20:30 la finale tra Janus Fabriano e la Tramec Cento, "anteprima" della sfida nel girone C di Serie B.

Anche domani sarà attivo il punto ristoro a cura della Benedetto 1964 e lo stand per gli abbonamenti alla stagione 2019/2020, ed entrambe le finali saranno a ingresso gratuito.

 

 

BRASILE Un anno e mezzo fa l'assassinio di Marielle Franco. Amnesty International sollecita le autorità brasiliane a non lasciarlo irrisolto




Il 14 settembre saranno trascorsi 18 mesi dall'assassinio di Marielle Franco, la coraggiosa difensora dei diritti umani assassinata a Rio de Janeiro, insieme al suo autista Anderson Gomes, la notte tra il 14 e il 15 marzo 2018.

Nonostante sei mesi dopo siano stati arrestati due uomini sospettati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio e sebbene le autorità giudiziarie brasiliane si siano impegnate a proseguire le indagini, Amnesty International ha sottolineato che non vi è stato alcun significativo progresso nell'individuazione di coloro che ordinarono il duplice assassinio e sulle loro motivazioni.

L'organizzazione per i diritti umani ha scritto al governatore e al capo della procura dello stato di Rio de Janeiro sollecitandoli a risolvere il caso e a fornire informazioni aggiornate sullo stato delle indagini e su eventuali altre attività investigative in corso.

Marielle Franco, 38 anni, nera, bisessuale era in prima linea nel denunciare gli abusi della polizia e le esecuzioni extragiudiziali. Nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale di Rio de Janeiro. Come membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio, aveva lavorato instancabilmente per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani delle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate.

Due settimane prima del suo omicidio, Marielle aveva presentato la relazione di una commissione speciale istituita dal consiglio comunale di Rio de Janeiro per monitorare gli interventi delle forze di polizia federali e la militarizzazione della sicurezza pubblica.

All'inizio del 2019 Amnesty International ha sollevato 23 dubbi sul caso. Alcuni di questi nel frattempo sono stati risolti ma altri no: tra questi, l'uso nelle indagini del telefono cellulare dell'autista dell'automobile da cui venne aperto il fuoco, il percorso fatto da quest'ultima per arrivare sul luogo del delitto, le conclusioni delle indagini condotte dalla polizia federale.

Soprattutto, resta priva di risposta la domanda cruciale: chi ha ordinato l'assassinio di Marielle? E perché?

Ulteriori informazioni

Il 14 marzo 2019 Amnesty International ha consegnato al governatore dello stato di Rio de Janeiro, Wilson Witzel, e al presidente del Brasile Jair Bolsonaro una petizione firmata da 800.000 persone in cui si chiede chi abbia ucciso Marielle Franco. Da allora, sono state raccolte altre 80.000 firme solo in Brasile.
Ulteriori 30.000 firme sono state ottenute durante la campagna globale "Write for Rights", nel dicembre 2018.


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